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Luca, accordo con te sul giudizio di valore della televisione odierna, in confronto con gli artisti che si potevano vedere nella tv degli anni 60/70, di uno spessore umano ed artistico che era di ispirazione alla gente, cosa che ormai non succede più, e le trasmissioni formulaiche come il GF ormai dominano. Accordo anche con ciò che dici riguardo a quei personaggi gay televisivi che esagerano o sfruttano atteggiamenti camp per divismo, e al fatto che questa sovresposizione generi reazioni stereotipate, come chi dice che i gay son tutti dolci e sensibili, il che è un'altra forma di omofobia perchè significa non ritenerli persone comuni.
Però attento a non ricadere nell'atteggiamento denigratorio dicendo che va bene chiamarli 'froci' perchè in verità lo fanno tutti. Il che non è vero, dipende certo dalle persone e dai bar che frequenti, il che non significa che chi dice 'frocio' è un/una disgraziato/a, ma che forse se si guardasse alle persone invece che alle categorie di appartenenza, si imparerebbe il rispetto.
E non si tratta di ipocrisia, forse soltanto di iniziare ad evolverci, come italietta, e a considerare tutti gli altri semplicemente come persone con cui si puo' dialogare, indipendentemente dal fatto che siano parrucchieri, idraulici, architetti, donne, uomini, trans, rom, politici di destra o sinistra, operaie, milionari, scrittori, gay, lesbiche, marocchini, albanesi... Ma com'e`' che ci si dimentica sempre che le persone sono persone, e si inizia così facilmente a giudicare secondo categorie? Questa è una di quelle cose che in Italia si fa fatica a cambiare più che in altri paesi, perchè l'italiano ha sempre paura di essere spodestato, abbandonato, di diventare un escluso, giudicato, se si arrischia a pensare al di fuori del suo gruppo di appartenenza, sia esso il rione dove abita, il bar o la tifoseria calcistica.
Accidenti, mi son lasciato andare, ma vedi, il tuo commento credo abbia dell'intelligenza, dunque mi sembrava andasse bene commentare un po'. ;)
Ciao
CR
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